L’Eco della Transumanza: la Musica custodisce il Territorio
C’è un filo invisibile che lega il suono arcaico di una zampogna al movimento lento di un gregge che attraversala piana di Campo Imperatore, alle pendici del Gran Sasso.
Non è solo folklore: è un atto di resistenza culturale e ambientale.
Il recente progetto “Il pastore e la zampogna”, che ha visto protagonisti i gruppi Aquila Altera e Le Cantrici di Euterpe, ci offre una lezione magistrale su cosa significhi oggi “fare biodiversità” attraverso la musica.
Oltre il Tratturo: Un Paesaggio che Canta
La transumanza, recentemente riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità (2019), è il motore che per secoli ha garantito l’equilibrio delle nostre aree interne. In questi territori, definiti spesso “marginali”, la presenza dell’uomo e del pascolo non è un disturbo, ma una garanzia di conservazione della biodiversità. Senza il passaggio degli armenti, molti ecosistemi prativi scomparirebbero, portando con sé specie floreali e microfauna uniche.




La Zampogna: Uno Strumento-Ecosistema
Nel concerto-viaggio presentato a Picenze, la musica diventa il ponte tra la terra e il sacro. La zampogna, è l’estensione sonora del pastore. Quando le polifonie medievali delle Cantrici di Euterpe incontrano la rusticità della tradizione popolare, assistiamo a una vera “impollinazione culturale”. È la dimostrazione che la cultura rurale non è isolata, ma ha sempre dialogato con l’arte e la storia.
Vegliare sul Futuro
Il concetto di “veglia”, citato durante le esecuzioni, è la chiave della nostra “vision“. Il pastore veglia sul gregge; noi siamo chiamati a vegliare sulla biodiversità.
Proteggere le tradizioni agropastorali e le aree interne significa garantire un futuro a territori che, se abbandonati, perdono non solo la loro voce, ma la loro capacità di rigenerarsi.
L’Eco della Transumanza: la Musica custodisce il Territorio
L’interazione tra musica popolare e medievale è un concetto chiave che si evince nel progetto musicale “Il pastore e la zampogna“, e l’approfondimento di questo legame può essere estremamente utile per la valorizzazione della “cultura”.
Ecco alcuni punti fondamentali che vogliamo condividere con i nostri lettori:
- Legame storico e strumentale: strumenti come la zampogna, tipici della tradizione popolare, hanno radici profonde che affondano nel medioevo. Vedere un concerto che unisce questi due mondi, come quello di Aquila Altera e Le Cantrici di Euterpe, permette di far conoscere al pubblico non solo la bellezza dei brani, ma anche la storia degli strumenti stessi. [03:03]
- Coinvolgimento di diverse fasce di età: la musica popolare, spesso legata a festività e tradizioni locali, attira un pubblico più anziano o radicato nel territorio. Al contrario, la musica medievale può destare l’interesse di giovani appassionati di storia, arte o culture alternative. Unire questi due generi crea un evento che parla a più generazioni contemporaneamente. [01:30]
- Biodiversità culturale: proprio come savethebiodiversity.it si occupa di preservare la ricchezza degli ecosistemi, promuovere l’incontro tra diverse forme musicali significa tutelare e celebrare la biodiversità culturale. Questo approccio può essere usato per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di conservare non solo le specie naturali, ma anche le tradizioni umane ad esse legate. [01:41]
- Esperienza immersiva e storytelling: un “viaggio musicale sulle vie della transumanza” offre un’occasione perfetta per raccontare storie di pastori, cammini e paesaggi. Questa narrazione rende i contenuti del sito più accessibili e affascinanti, permettendo di trasformare semplici concetti scientifici o ambientali in esperienze emotive e coinvolgenti. [00:10]
